| E SE LO VOLESSIMO ADDESTRARE? |
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Molti ritengono che i gatti, fieri ed
indipendenti per antonomasia, non si possono addestrare oppure ci
si riesce solo a costo di dolorose punizioni
o costrizioni.
Chi conosce un poco il gatto può facilmente smentire la credenza che lo vede cattivo scolaro, ma può confermare che i metodi costrittivi non ottengono alcun risultato. Ogni gatto per fargli o non fargli fare qualcosa è più facile e corretto, convincerlo che costringerlo. Questo non vuol dire che verso i gatti dobbiamo avere un atteggiamento permissivo temendo le sue vendette, anzi.
Solo un rapporto basato sulla coerenza, inflessibilità,
perseveranza e pazienza, tanta pazienza, può far
costruire un rapporto di reciproco rispetto. |
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Tutto ciò non deve essere visto come innaturale o come costrizione del normale comportamento del gatto ma come fase di apprendimento, come la scuola per un bambino, in cui il gatto impara a comportarsi in un ambiente, a fianco di esseri, a cui naturalmente non è abituato. Non meno importante è considerare il fatto che l'indole dei felini e quindi anche del gatto è fondamentalmente pigra. La vita passata in una casa comoda, con il cibo sempre a disposizione sono un ulteriore motivo di inattività ed indolenza che il padrone può spezzare, con l'attività dell'addestramento, rendendo il proprio gatto meno "annoiato" e più attento. Fondamentale nella riuscita dei nostri intenti deve essere la giovane età del nostro scolaro. |
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Dr Marco Benedet marco@gattiandcats.it
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