| LA CACCIA |
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La tendenza alla caccia, per il gatto è un istinto molto forte. Molti avranno notato che anche i soggetti a cui non manca la ciotola piena dei cibi più appetibili, che passano la propria vita tra cuscini e attenzioni di ogni tipo, sempre con la pancia piena, se gli capita l'occasione, non resisterà alla battuta di caccia. Ogni gatto, anche il più pigro, all'occorrenza, mostrerà qualità ed istinti di cacciatore impensabili. A meno di massicci spargimenti di pericolosi veleni nessun altro metodo si è rilevato pari al gatto nel controllo della popolazione dei topi. Il gatto ha iniziato il proprio rapporto con l'uomo, soprattutto come cacciatore, con un ruolo molto importante nella salvaguardia delle derrate alimentari dall'azione nociva dei piccoli roditori. Da tempi remoti fienili, cantine e magazzini sono i suoi luoghi ideali di vita e di caccia.
Le loro attenzioni sono rivolte principalmente ai piccoli roditori come topi, ratti e arvicole ma non disdegnano i piccoli rettili e gli uccelli che riescono a catturare, non senza difficoltà, solo grazie allo loro spiccate qualità fisiche. La tecnica e lo stile di caccia per ogni gatto è un'insieme tra comportamenti innati e appresi. Solo i figli di mamme brave cacciatrici a cui è stato dato il tempo e le occasioni per insegnare l'arte della caccia ai propri cuccioli nei primi 5 - 6 mesi di vita, molto probabilmente diverranno a loro volta dei raffinati cacciatori. Purtroppo l'odierna tendenza ad adottare i cuccioli a circa 2 mesi di vita può comprometterne la carriera di cacciatore infatti i cuccioli sono maggiormente recettivi a questo tipo di insegnamento solo dal secondo al quinto - sesto mese. Dopo questo periodo la sua tecnica dovrà basarsi solo sull'istinto e sugli errori commessi. |
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