TOXOPLASMOSI - DIAGNOSI E TERAPIA

      

 

DIAGNOSI

Per l'abbondante disponibilità nell'ambiente di oocisti è spesso inutile valutare se il nostro gatto è siero positivo o meno verso il toxoplasma, solo in due circostanze può essere utile:
- se il gatto è un soggetto a rischio e mostra una sintomatologia "anomala"
- se fra le persone che accudiscono il gatto c'è una donna in gravidanza che è sieronegativa
 
(toxoplasmosi nell'uomo)

 diagnosi è sufficiente prendere un po' di sangue e determinare la concentrazione degli anticorpi verso il toxoplasma.
Semplificando si può dire che gli anticorpi che ci interessano possono essere di 2 tipi: IgM e IgG.

Un aumento dei primi rilevano che l'infezione è avvenuta da poco tempo e che quindi il gatto forse sta ancora eliminando le oocisti con le feci che al massimo può durare per ancora 3 - 4 settimane. 
Un aumento dei secondi rileva che il gatto ha avuto un "contatto" con il toxoplasma ma ora ne è immune e quindi difficilmente lo eliminerà.
Se il test risulta negativo, dobbiamo considerare il gatto recettivo ad una infezione con la conseguente abbondante eliminazione di oocisti nell'ambiente.

TERAPIA

Raramente è necessario intervenire nei casi di toxoplasmosi nel gatto risolvendosi spontaneamente in pochi giorni.
Solo nei soggetti debilitati o immunodepressi sono necessarie terapie antibiotiche (clindamicina) e di supporto.
Al momento attuale non sono disponibili vaccini.

LA TOXOPLASMOSI  

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