INSETTICIDI e RODENTICIDI

Tra gli insetticidi ci sono tutti i prodotti che vengono utilizzati per uccidere gli insetti.
Le molecole usate sono diverse ed ogni una da sintomi clinici dell'avvelenamento più o meno caratteristici.

   

Tra di essi ci sono gli organoforsforici, organoclorurati e i carbammati usati anche come antipulci verso i quali alcuni soggetti mostrano particolare sensibilità tanto da sconsigliarne l'uso.
In alcuni casi il comportamento di pulizia del mantello favorisce col il continuo leccamento l'ingestione di trattamenti antiparassitari applicati sul pelo.
I sintomi di avvelenamento da queste sostanze si manifesta con aumento della produzione di saliva, tremori, difficoltà respiratorie, perdita di coscienza e nei casi gravi l'esito può essere letale.

Col termine rodenticidi vengono identificati tutti quei veleni usati nei trattamenti, a mezzo di esche, contro i topi.
I gatti possono assumerli per errore di posizionamento dei bocconi, per azioni dolose o anche per mancata rimozione dei roditori avvelenati. Infatti l'istinto predatorio porta ogni gatto, anche il più casalingo, a cacciare topi e poi a nutrirsene, purtroppo se questi hanno ingerito dei rodenticidi ma sono ancora vivi, essendo a lento effetto, possono a loro volta avvelenarsi.
Il rodenticida comunemente usato è il dicumarolo ad azione anticoagulante che può portare a morte il gatto senza sintomi apparenti evidenti ma che per giorni ha manifestato solo più o meno evidente debolezza. In alcuni casi sono presenti emorragie manifeste mentre in altri casi sono interne senza nessun sintomo esterno.

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