ANTICO EGITTO - L'IMBALSAMAZIONE

      

Chiunque fosse stato causa di morte di un gatto, anche accidentale, la condanna poteva essere anche la pena capitale.

Successivamente i corpi dei gatti morti venivano imbalsamati. E' stato stimato che, in Egitto, sono state ritrovate più mummie di gatto che di uomini. Sulle bende erano disegnati il muso, con gli occhi, il naso ed i baffi. Dalle mummie e dai dipinti si può rilevare che a quei tempi esistevano due tipi morfologici di gatto: uno con il muso allungato e le orecchie lunghe ed un altro con muso corto ed orecchie piccole. Il pelo non presentava differenze, era corto, pezzato o tigrato rosso e nero.

I gatti che vivevano nei templi, ritenuti sacri e quelli delle classi elevate, dopo essere stati imbalsamati venivano deposti  in sarcofaghi con ricchi ornamenti e con un topolino affinché lo accompagnasse fino nell'aldilà.

 

Il motivo di questa regale considerazione può avere una duplice motivazione. La prima è la tendenza di questo popolo a divinizzare le cose e gli esseri che li circondavano per spiegarsi le vicende ed i fattori naturali. La seconda è la capacità del gatto ad eliminare i roditori che minacciavano le scorte di cereali, principale fonte di sostentamento e ricchezza.  
Il ritualismo e la mitologia creatasi attorno al gatto hanno fatto si che i gatti godessero di favori superiori alla loro capacità di tenere sotto controllo i roditori. 
La popolazione ben presto iniziò a credere, aiutata senza
dubbio dai preti, che i gatti avessero influenza diretta sulla salute, sui matrimoni, sulla fortuna e su altri aspetti della vita. 

Numerose sono le citazioni che lo intessano:
- Erodoto narra che in caso d'incendio la prima preoccupazione degli egiziani era per i gatti, venivano salvati per primi, se poi c'era ancora tempo si pensava alla gente.
- Nel 500 a.C. un re persiano, Cambise,  in guerra contro gli egizi, utilizzò un bizzarro espediente: sfruttando il culto di questo popolo per i gatti fece precedere le proprie truppe da una moltitudine di felini che impedirono agli egizi di combattere per paura di ferirli con la più pacifica delle vittorie per Cambise.
- Nel 50 a.C. un cittadino romano fu lapidato in Egitto dalla folla impaurita perchè aveva, involontariamente, ucciso un gatto per strada.

 

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La fama dell'abilità dei gatti nella caccia ai topi si era sparsa ovunque nel mondo conosciuto e, nonostante le  pene di morte previste per chi tentava di trafugare un gatto dall'Egitto, si creò un vero e proprio traffico clandestino ad opera di mercanti con pochi scrupoli, molto probabilmente fenici, che riuscirono a portare gatti in ogni parte del mondo.

Dalle regioni africane sicuramente a bordo di navi infestate di topi il gatto raggiunse tutta l’Europa e parte dell’Asia. Altra via di commercio furono le carovane che attraversavano il deserto che separava l'Egitto dal Medio Oriente fino ad arrivare nel sud-est asiatico (Birmania e Siam).

L'ANTICO EGITTO  -  STORIA

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