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Nonostante la
presenza di questi atteggiamenti, a metà del XIV secolo una serie di pestilenze
aumentò la stima verso i gatti che tenevano sotto controllo la popolazione dei
roditori vettori della malattia.
In
alcune regioni d'Europa l'uccisione volontaria di un gatto
divenne reato e in alcuni diritti fondiari, di questo periodo,
venne addirittura dichiarato utile, se non obbligatorio,
possedere un gatto nelle tenute agricole.
Indubbiamente in
questi secoli inizia per gatto una inarrestabile riabilitazione
che trova nella letteratura la sua leva più forte ritraendo il
gatto con quei caratteri con cui lo conosciamo oggi.
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