|
IL RINASCIMENTO |
| Durante questo periodo, il gatto iniziò a riguadagnare il suo spazio come animale da compagnia nell'ambito di una rivalutazione a carattere scientifico di un po' tutti gli animali. In Francia ed in Inghilterra divenne alla
moda possedere un gatto. Molti scrittori, possessori di
gatti, iniziarono ad ispirarsi a loro e alle loro
affascinanti qualità per le loro opere. In Francia il cardinale Richelieu fu noto per le sue attenzioni a per il suo amore verso i gatti. |
|
|
| Sporadicamente il
gatto inizia a comparire in opere d'arte. Queste il più delle
volte sono a carattere religioso che ritraggono il gatto
marginalmente o addirittura in atteggiamenti legati alle
tradizioni demoniache del medioevo. Nelle opere non religiose di questi secoli il gatto è ancora rappresentato nei suoi atteggiamenti tipici di cacciatore e mai a diretto contatto con l'uomo come un'animale da compagnia, eventualmente vicino ad un focolare, come invece verrà sempre ritratto nei secoli a seguire. Purtroppo ancora sono vive molte delle credenze medioevali legate ai gatti. Specialmente nelle campagne, il gatto riesce a sopravvivere solo grazie alla sua capacità di cacciatore di topi e non solo: in alcune regioni dell'Europa centrale, il gatto non di rado fa parte del menu come pietanza sfiziosa e goliardica. |
||
|
Nonostante la presenza di questi atteggiamenti, a metà del XIV secolo una serie di pestilenze aumentò la stima verso i gatti che tenevano sotto controllo la popolazione dei roditori vettori della malattia. In alcune regioni d'Europa l'uccisione volontaria di un gatto divenne reato e in alcuni diritti fondiari, di questo periodo, venne addirittura dichiarato utile, se non obbligatorio, possedere un gatto nelle tenute agricole. Indubbiamente in questi secoli inizia per gatto una inarrestabile riabilitazione che trova nella letteratura la sua leva più forte ritraendo il gatto con quei caratteri con cui lo conosciamo oggi. |
|
|
©
DVM Marco Benedet marco@gattiandcats.it
1998 -2010
All Rights Reserved
